TREEHORN – Amine

(2008, Canalese Noise Records)

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Il piacere di farsi travolgere da un tir non è dato per certo, ma in questi, ed altri sporadici casi, è un’autentica manna dal cielo per la salute.
Grazie ad una miscela sonora spartita in egual misura tra noise, sludge, post – hardcore, progressive e stoner, e grazie ad una produzione lercia quanto basta, i cuneesi Treehorn sposano la causa “tonnello – watt” con grande audacia e dimestichezza.
Il risultato, manco a dirlo, è devastante. O destabilizzante se vogliamo; party selvaggio / etilico con Harkonen e Jesus Lizard sugli scudi, Cherubs ed Unsane in seconda linea, passando per Melvins, 7Zuma7 e Mastodon (“Remission” era).
Una penetrante emicrania da postumi metallici che in “Monogamia” e “Balls Breaker In Purgatory” vede i suoi picchi: due fragorosi fendenti immersi in strutture contaminate ed amorfe, atmosfere sature e scosse noise rock telluriche. Manifesti, in tutto, del mood generale a nome Treehorn.
Sostanzialmente, “Amine”, è un album perfetto, che nulla ha da invidiare alle più blasonate realtà d’oltremanica. Ma come tutti ben sappiamo: “in Italia…” (cit.)

Tracklist:
1. Monogamia
2. Mushrooms
3. 400 Mornings
4. Balls’ Breaker In Purgatory
5.
6. Pisces, Not Fish
7. Four Grey Walls
8. Amines

Damiano Rizzo

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